Una premessa è doverosa. In ogni settore, calcio compreso, la violenza non mai deve entrare.
Contestare e fischiare però non sono sinonimi di violenza. E questo, per i piani alti di Villa Pacelli e di Trigoria, deve essere chiaro.
Sono un estimatore di mister Ranieri ma le sue due ultime uscite non le ho condivise. L'allenatore della Roma dice che siamo tutti una famiglia. Verissimo! Ma anche nelle migliori famiglie gli screzi - e nel nostro caso le contestazioni - sono all'ordine del giorno. Fischiare la squadra è un segnale chiaro mister e lei, in coscienza, credo lo sappia benissimo. Significa che noi siamo delusi, come lo è lei.
Con i fischi speriamo di svegliare che quei morti che camminano sul prato dell'Olimpico. Io, fossi in lei, mi preoccuperei di piu' se dopo i fischi si arrivasse all'indifferenza. Quella sì che puo' - parlando per metafore - uccidere la squadra.
I fischi no. I fischi, la contestazione sono il gesto di un amante deluso, tradito. Ma che continua a sperare nella 'persona' che ama. Pretende con quei gesti una reazione, una sterzata. E i fischi a Vucinic sono la conferma di quanto ho sostenuto finora.
Provi, mister, a leggere i fischi dandogli questa interpretazione. Forse potrebbe cambiare opionione.
Bispo